Venerdì 6 marzo è intervenuta ai microfoni di Radio1Rai, nella trasmissione "Formato famiglia", Loredana Barra, responsabile nazionale Uisp Formazione e Sviluppo. Argomento dell'intervento è stato Giocagin, la manifestazione nazionale dell'Uisp, partita nel mese di febbraio, che riempie con il movimento di adulti e bambini i palazzetti di tutta Italia.
"Giocagin è una festa di tanti sport, di tante attività sportive, che si basa su un'ottica intergenerazionale, sulla bellezza della diversità. Questi ingredienti evidenziano l'innovazione e lo sguardo aperto al possibile, cioè al diritto di ognuno di noi di procedere con i propri tempi e i propri modi. Perché quando pensiamo allo sport, pensiamo sempre a medaglie, classifiche, competizione, però lo sport può e deve essere molto di più, uno spazio dove ci si possa sentire accolti, valorizzati e parte di qualcosa", afferma Loredana Barra.
Giocagin è una manifestazione che raccoglie decine di migliaia di atleti e atlete di tutte le età. Nel weekend principale, tra il 21 e il 22 febbraio, più di venti città si sono trasformate in un grande palcoscenico dello sportpertutti. Un esempio ne è l'evento di Ferrara, che ha coinvolto circa 800 partecipanti, 19 società e 1700 persone sugli spalti: "Abbiamo visto, e le foto anche lo mostrano, bambini e bambine emozionati, adulti orgogliosi, ragazzi molto concentrati", dice Barra. Ma non finisce qui: questo fine settimana Giocagin farà tappa ad Arezzo, la prossima settimana a Latina, quella dopo ancora a Venezia e così via, fino all'estate, quando questo percorso si concluderà con la tappa di Brindisi, il 15 luglio.
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Nonostante sia una manifestazione che viene organizzata da quarant'anni, Giocagin si mantiene innovativa anno dopo anno: "Giocagin crea uno spazio in cui ogni persona può trovare il proprio posto, indipendentemente da abilità, genere, cultura di provenienza, condizioni economiche. Il nostro sport sposa questa logica anche nelle sue declinazioni competitive: per esempio, abbiamo modificato il codice punteggio della ginnastica ritmica per rendere possibile ad una squadra mista di gareggiare, non solo di esibirsi. Modificando il codice punteggio permettiamo di includere nella stessa squadra anche persone con disabilità. Questo è il concetto di inclusione. Abbiamo tante persone dentro le nostre società e associazioni che fanno parte di squadre integrate. Lo sport funziona davvero solo quando nessuno resta in panchina. Al massimo si sta sugli spalti a guardare, a tifare per tutti. Unendo le generazioni", conclude Loredana Barra.